Lettera alla parrocchia per il S. Natale 2011

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Lettera alla parrocchia per il S. Natale 2011

sacra_famiglia_lucia_natale_2011.jpg Carissimi Fratelli e Sorelle in Cristo,
il Signore Gesù viene a bussare alla porta del nostro cuore e chiede di essere accolto per riempire di senso il nostro vivere. Non sono parole di circostanza, ma veramente sentite e forse le uniche capaci di darci speranza e forza per vivere da protagonisti ogni nostro giorno. Arrivare di nuovo a Natale non è solo girare l’ultima pagina del calendario o spolverare i personaggi del presepe chiusi nella scatola lo scorso anno: è considerare ancora una volta lo stupore per l’ostinato amore di Dio nei confronti dell’umanità. Può avere ancora senso questo atteggiamento di Dio? Il ritornello asfissiante di questo periodo, la crisi economica, sta mettendo davanti ai nostri occhi un velo di depressione, da cui sembra impossibile uscire. Eppure tante famiglie e persone già vivono da tempo la crisi: salario basso o assente o non regolare, separazione o nuove unioni di famiglie già divise, malattia cronica con disabilità grave, solitudine, mancanza di appoggio per la gestione della vita ordinaria. Io penso che il nostro sguardo debba fissarsi su altre cose, più solide e sostanziose, perché è ora di dare risposte valide a questa incertezza, figlia solo di un consumismo inumano: Dio ci parla e vuole incontrarci per non lasciarsi soli. Noi cristiani non possiamo unirci al coro dei disperati che ogni giorno bruciano le proprie risorse per esorcizzare le paure indotte dalla crisi, bensì dobbiamo avere ogni giorno un atteggiamento di solidarietà e di aiuto fraterno: questo è il vero modo per sopportare e sostenere ogni peso, compreso questo. Chi soffre o è nel bisogno, anche il più piccolo, non può lasciarci indifferenti; il problema del fratello non può scivolarci addosso. Ricordiamoci la pagina del Vangelo, dove il povero viandante assalito dai banditi e lasciato tramortito per terra, è stato soccorso da chi passava: “Va’ e anche tu fa’ così” (Lc 10, 25-37). Noi siamo il segno vivo della speranza, perché Dio ci ha scelti per diventare i buoni samaritani di ogni fratello e sorella che incontriamo ogni giorno; per questo il Natale che ci stiamo preparando a vivere è proprio la grande tappa per sentire nel nostro cuore il calore e la forza di questo prorompente amore di Dio capace di scaldare il mondo, capace di far fiorire il deserto del quotidiano, capace di illuminare il nostro presente. Pensiamo come fare fin da ora per non vanificare questa opportunità; proviamoci a vivere in modo diverso questo periodo santo e benedetto; programmiamo un momento di cura per la nostra vita spirituale, approfittando di qualche incontro per leggere e pregare il Vangelo, per confessarmi, per andare a trovare e aiutare qualcuno nel bisogno.S. Atanasio di Alessandria diceva a proposito del Natale: “Dio si è fatto portatore di carne, perché l’uomo possa divenire portatore di Spirito”: non permettiamo alla superficialità e al materialismo di privarci di questa gioia.

Buon e Santo Natale a tutti
                                                                                    Don Fabio

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 17:12